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Focaccine alla canapa sativa

2 Set

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“Sig. Padella, lei è stato assente dal blog per due mesi!”
Hai ragione signor direttore, ma io…
“Niente ‘ma’ signor Padella, lei è licenziato!”
Come licenziato?! Ao, il blog è mio! Semmai me sospendete…
“Ma lei non si rende conto, con la crisi che avanza, la riduzione dei salari, l’inverno alle porte, l’autunno in garage, l’estate che nemmeno è cominciata… Ma lei si rende conto che le persone volevano leggere le sue xxxxxte quando erano a casa a fare un bel niente?!”
Ha ragione signor direttore, ma ho una figlia! Ho una madre della figlia! Ho un canittu!!!
“Questo non la esime dal portare avanti il suo lavoro! Lo sapeva prima di accettare questo incarico che c’era una figlia, una madre della figlia e un canittu a cui badare.”
Ma che incarico, ma che lavoro?!
“Lei a quel signore che chiedeva delucidazioni su come utilizzare le farine integrali non ha risposto! Non ha risposto alla signora che si lamentava perché la mozzarella non le era venuta!!!”
Lo so, è vero, ho sbagliato. Scussa! Perdonno! Piettà!!!
“Quando mi parla così, con quel dolore negli occhi…quando mi raddoppia le consonanti… Guardi finiamola qui, facciamo che non è successo niente…”
Direttore…
“Padella…”
Abbraccimi!!!
Fine

Allora, focaccine alla canapa sativa, dicevamo… Ah! Ciao a tutti!
Perché le focaccine? Perché sono buonissime e a me piacciono le lievitazioni. Per esempio: ho deciso di provare a fare il lievito nonna. Ossia il lievito madre del lievito madre che mi darà il mio amico panettaio. Lievito nonna appunto.
Un giorno in agrituristico de ‘ste parti trovo la farina di canapa sativa. Io sapevo che co’ la canapa ce se facevene le corde e invece…ci si fa anche la farina. Ma come la uso? Per legare i pacchi non andava bene, meglio la corda della farina. Allora la ho miscolatta con la farina e ci ho fatto le focaccine. Vi descrivo passo passo il tutto così vi vengono uguali spampinate alle mie e non me dite: aoooo, a me non sono venute!

Ingredienti:
Farina manitoba Mulino Spadoni 800 grammi circa, 12.5 gr di lievito di birra, 550-600 c.c. di acqua, un po’ di sale e 100 gr di farina di canapa sativa.

Versate 3/4 della farina in un contenitore idoneo allo smiscolamento (io usai l’impastatrice profescional). Intiepidite un bicchiere d’acqua (intiepidite significa che l’acqua non fa le bolle ma arriva si e no alla temperatura del vostro corpo 36.8 gradi circa! Diringuenti!!!) e buttatece drento (dentro) il lo lievito. Fatene pappetta. Poi versatelo nella conchetta centrale che avrete fatto nella farina. Iniziate a mescolare aggiungendo a poco a poco il resto dell’acqua. Quando l’impasto è ancora liquido aggiungete anche al farina di canapa e il sale. Ammò ce sarà lo splendido che dirà: tu sei un ciammotto, aggiungi il sale quando ancora il lievito non è partito! Allora, prima de tutto se non te va bene come faccio la ricetta consultate con Suor Germana. Poi ninn’è vero che il sale fa male alla lievitazione, semmai la rallenta. Certo che se tu, furbo e splendido come sei, sul lievito ci appoggi sopra un cucchiaro di sale bella non è. Ma se usi le accortezze che ti evidenzio sopra vedrai che non avrai problemi. Ciao splendido.
Dicevamo:aggiungete anche il sale. Una volta che l’impasto incorda aggiungete a poco a poco la farina restante. Ora attenzione massima: non dove fa’ come mi’ padre quando ero piccolo: ello aggiungeva farina alla massa della pizza fino a quando l’impasto non gli attaccava più le mani. Il risultato era una roccia intrusiva (giusto Mozzo?!). il segreto di un buon impasto è la leggerezza dello stesso. Pensate ai pori (poveri) lieviti dell’impasto di mio padre: come facevano a spostasse nella roccia?! Quanta farina se dovevene magna’?! Allora lasciate l’impasto piuttosto liquido. Ovviamente si dovrà formare una buona maglia glutinica, ma non per questo l’impasto dovrà essere asciutto. Io vi consiglio di lasciarlo “liquido” ossia bello appiccicoso, ossia del tipo che se lo lavorate a mano non riuscite a staccarvelo di dosso. Una volta che l’impasto sarà pronto mettetelo in un contenitore bello grande (almeno 4 volte l’impasto) ungetelo e copritelo con una pellicola trasparente. Poi, tutto in frigo. Ora attendete 16-18 ore circa (io lo fecei alle 19 del giorno prima per tirarlo fuori dal frigo alle 13 del giorno dopo) e tiratelo fuori dal frigo. Dovrebbe essere lievitato più o meno del doppio. Tutto quello che farete da questo momento in avanti dovrà rispettare sempre il seguite principio: non schiacciare le bollicine che si sono formate nell’impasto a meno che non sia assolutamente necessario. Aiutandovi con un tarocco poggiate l’impasto sul piano di lavoro (superficie di legno o contenitore che userete per infornare), infarinatelo e stendetelo delicatamente con un mattarello. Siccome l’impasto è appiccicoso mettete una bella dose di farina sul piano di lavoro sennò non lo staccate più! Se siete bravi nonostante questa operazione riuscirete a preservare la gran parte delle bolle dovute alla lievitazione. Con un cerchio da pasticceria ricavate dei cerchi di impasto e poggiateli nel contenitore che infornerete. A me i cerchi sono diventati ovali perché non ho a casa gli attrezzi per raccogliere l’impasto (la classica pala da pizzaiolo) e le focaccine sono molto morbide e tendono quindi a sfaldarsi…. ma che ce frega! Tanto sono superbuone ugualmente!
Adesso che l’impasto si trova a temperatura ambiente continuerà a lievitare con più vigore. Aspettate un paio d’ore e mettete il forno a manetta (250 gradi). Cospargete le focaccine d’olio (io uso la mia manina per distribuire omogeneamente l’olio) e infornate. L’olio serve ad ottenere la croccantezza profumata nella parte superiore della focaccia.
Farcite come più vi aggrada e mangiate!

Marco il redivivo

p.s. io ho farcito con un insalata di rucola, pomodori e senape e una bella fetta di persiutto di Parma.
p.s. biretta in frigo necesse est!

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