La lemon tart di Heston Brumenthal (torta al limone)

12 Gen

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Vittoria regalommi i limoni. “Ma chi è Vittoria, e che hanno di speciale i limoni?”. Vittoria è la proprietaria dei limoni (forse il papà o la mammà sono i veri proprietari…). Vittoria ha un limoneto o una limonaia… un limonificio, insomma. Ella vive nel luogo prediletto dai limoni: la campagna tra Amalfi e Salerno. Ammò dove di preciso non lo so, però sta lì da quelle parti. E i limoni c’hanno un sapore che ti “scapota” (ti rinturcina, ti rentrona). Quando li ricevei sussultommi il core. E ‘na marianna che profumo! Erano (credo) dei veri e propri sfusati. Ci fecei il riso, ci fecei la pasta, ci fecei le salsette. Ma dovevo trovare una ricetta che riuscisse ad esaltare ‘sti limoni fantastici… e a non far andare al bagno i miei amici per settimane…e rispettare la regola aurea dello cheffo che recita: “quando usi un ingrediente fantastico la cosa migliore che puoi fare è non rovinarlo”. Così, furbescamente, indagai in rete e scopriii una ottima ricetta dell’ottimo cheffo Ernesto Brumentaloni, in arte Heston Brumenthal. A voi, o lettori, a voi, o limoni, a voi o patri e matri di Vittoria, a voi, o Vittoria, a voi, o territori incredibboli che date vita a ‘sti fregni, dedico cotale ricetta!

Difficoltà: “come te se mintua?” (non troppo difficile se non fosse per la lingua straniera usata nelle ricette presenti on-line)
Tempo di realizzazione: 3 ore (se c’avete un forno solo occupato da la carne che cuoce a 50°) sennò 2.
Porzioni: n.12 persone potrebbero andare stitiche per i prossimi 10 giorni

Ingredienti per la frolla:
300 gr di farina, 150 gr di burro, mezzo cucchiaino di sale, 3 rossi d’uovo, le zest di mezzo limone (ossia i fili di buccia di limone), 120 gr di zucchero e mezzo baccello di vaniglia.

Procedimento (frolla):
Con una impastatrice, se ce l’avete, mischiate la farina con il burro a temperatura ambiente finché non diventa una sorta di sabbia. Se non avete l’impastatrice andate di mani cercando di non scaldare troppo il composto. Con un mixer mischiate i rossi e lo zucchero. Aggiungete nel mixer anche i semi di mezzo baccello di vaniglia e le zest. Poi versate tutto nell’impastatrice e impastate lentamente per 4/5 minuti. Compattate l’impasto e dopo avergli dato forma rettangolare copritelo con pellicola e mettetelo in frigo per un’ora. Poi usando due bei fogli di carta forno stendete la frolla per coprire un contenitore di 26 cm di diametro e alto 3/4 cm. La frolla deve essere alta circa 2 mm. Una volta ottenuta la pasta stesa mettetela nel surgelatore per una mezz’ora. Poi tiratela fuori e quando diventa malleabile stendetela per coprire il contenitore. Stendetela bene in modo che aderisca esattamente al contenitore stesso. Poi rifilatela e bucherellatene il fondo. In forno a 190 gradi per 20 minuti coperta da fagioli al centro (Brumentaloni dice: carta forno stropicciata al centro e monetine di rame che conducono bene il calore).

Ingredienti per il “budino/crema” al limone:
Il succo e la buccia di 5 limoni (io 5 li trovo eccessivi, meglio 4!), 300 ml di panna, 390 gr di zucchero, 9 uova (no dico nove uova!!! Poro feteco!!!) e un rosso (per la botta finale).

Procedimento:
Mettete tutto insieme e cuocete a bagno marià sino a portare la sbobba a 60 gradi. Non uno di più senno vi si cuoce il bianco!!! (magari prima di mettere tutto insieme rendete omogenee le uova sbattondole con la forchetta).

Cottura in forno della lemon tart:
Versate la sbobba nel recipiente con la frolla e cuocete delicatamente e lentamente in forno fino a che la crema budinosa non raggiunge la specifica temperatura di 80 gradi. Né uno di più, né uno di meno!
Non fate come me: io ho un termometro lentissimo con schermo rovinato dal calore e ogni volta devo usare stratagemmi per beccare la temperatura giusta… Comprateve un ottimo termometro adatto anche al forno!

P.S. Ernesto usa un’accortezza acuta e furbacchiona: una volta che ha cotto la frolla bucherellata la tira fuori dal forno, ci spalma un uovo sbattuto (tanto per alleggerirla) e la rimette in forno per altri 10 minuti… Vedete ‘mpò voi. Per me è fantastica anche co’ i bbosci!!!

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12 Risposte to “La lemon tart di Heston Brumenthal (torta al limone)”

  1. Vittoria 12 gennaio 2014 a 10:44 pm #

    🙂 sono davvero lusingata da cotanta stima limonaia! È un piacere fare dono a te e alla tua lodevole assistente di alcune delle materie prime ke offre la mia generosa terra, perché Nelle tue mani trovano la giusta esaltazione!

    Buon appetito a voi

    Vichi

    • marcoinpadella 13 gennaio 2014 a 9:49 pm #

      Vichi robòt mi appecorono al tuo messaggio! Non merito tanto. Ma fa piacerissimo!!! Prometto: farò buon uso delle tue parole…e della robba che mannerai su!!!

      • Vichi 20 gennaio 2014 a 11:49 pm #

        :))))))) infatti sto pensando a cosa mandarvi la prossima volta…..col cavolo…..la prossima volta ve lo porto io altrimenti si pappa tutto lo stitico lussuriosso.

        Saluti e baci

        Super Vichi

  2. stepy 18 gennaio 2014 a 11:43 am #

    che uomo fortunato sono: godere dell’effetto potentissimo e delizioso di quel sorbetto e limonare con Vittoria! :-)))))

    • marcoinpadella 19 gennaio 2014 a 3:21 pm #

      Stitico e lussuriosso!!!

    • Vichi 20 gennaio 2014 a 11:38 pm #

      E’ vero!!! Sei proprio un uomo fortunato!!!!!!

  3. salentinaincucina 4 febbraio 2014 a 5:38 pm #

    semplicemente meravigliosa!!!! complimenti!!!!….e anche per il tuo linguaggio non convenzionale!!!!
    serena

    • marcoinpadella 7 febbraio 2014 a 12:51 am #

      Oh, Sere’, che dire?! Ma che dire?!?! Un umilissimo grazie! Piacere di conoscerti!
      M. in P.

  4. cinzia 15 marzo 2014 a 5:31 pm #

    Bella ‘sta sbobba! 😉
    Ciao !

    Cinzia

    • marcoinpadella 15 marzo 2014 a 6:07 pm #

      Ciau Cinzia. È un gusto limonoso molto spinto ma è strepitosamente buona. Fai conto che te sei fatta una bbella magnata de pesce alla “strappabottò”…e poi arriva una fetta di questa torta: il massimo!

  5. Andrea 7 luglio 2016 a 4:26 pm #

    Qual è lo scopo di spalmare con un uovo sbattuto la frolla appena cotta?

    • marcoinpadella 8 agosto 2016 a 8:33 am #

      Ciao Andrea, credo lo scopo sia quello di “impermeabilizzare” la frolla dandole anche un po’ di sostegno per il taglio una volta sfornata…ma non ho certezze a riguardo! Buona estate, Andrea!

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