Il sale Maldon (fatto in casa!)

8 Gen

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Il sale Maldon è un sale. E fin qui ci siamo. Maldon è una città… ‘na città… un paesotto. E pure qui ce siamo arrivati. Il sale Maldon è bbono e costa. E t’ho detto tutto.
Però, me conoscete, già lo sapete…io il sale Maldon me lo vojo fa a casa!
“Embè?! Vai al supermercato, 0.19 euri, te compri un pacco de sale e hai fatto.” No, amico. Il sale Maldon non è sale a pallette piccole, e nemmeno a pallette grosse. E’ sale a piramide! “Certo che non c’hai proprio da fa un… (espressione schifita)”.
Ora però, non è che dici, chiamo nonna, me faccio di’ come se fa il sale Maldon. Ecco allora che interviene il blog del mitico Bressanini – la scienza in cucina (ecco il link…spero!)che ha guidato le mie mosse per ottenere i preziosi cristalli saporiferi!
Si tratta di saturare di sale dell’acqua (io ne ho fatte due bottiglie) e di metterla nel forno. Quando l’acqua raggiunge alte temperature (vedremo quali) inizia ad evaporare e la soluzione di acqua e sale che è satura diviene ultra-satura, ossia superrimpippata di sale e così i sali di cloruro di sodio iniziano a “coagulare” e precipitare. Si formano dei cristalli che poi sprofondano nell’acqua. Il tipo di cristalli che si formano dipende dal contenitore che usi, dalla temperatura dell’acqua, dalla velocità con cui evapora e da tanti altri fattori. Puoi ottenere un sacco di tipi di cristalli (che sapranno sempre di sale).

Procedimento:
Il giorno prima ho riempito a tre/quarti (anche meno) due bottiglie di acqua da 1.5 lt e poi ho aggiunto sale e poi sale e ancora sale. Squotevo le bottiglie ogni tanto e se il sale scompariva ne aggiungevo dell’altro, fino a quando l’acqua non è stata più in grado di assorbire sale. Poi ho versato l’acqua in una pentola, filtrando il sale in eccesso e l’ho portata a circa 80 gradi. Poi in forno in un contenitore ampio le ho fatto raggiungere gli 82-84 gradi (82 gradi è la temperatura giusta). A poco a poco l’acqua è evaporata e i cristalli hanno preso vita. Il mio forno non è professionale ed il risultato ottenuto non è stato proprio perfetto, ma per essere la prima volta non mi lamento!
La ricetta è facile, servono acqua, sale e tanta pazienza.

Marco

Postfazione:

Me telefona ‘n amico e me fa: “a’ Marco, m’ha chiamato Cracco. Dice che i piatti tui a lui no’ je piasce”. Chiamo subbito Michelino, quello de ‘e guide, e je dico: a Michelì, a Cracco je devi di levare ‘na stella. E Michelino: “ma se po’ sape’ c’avete fatto?! Avete litigato?!. Io: “dice che i piatti mii no’ je piasce. Michelino: ma chi? Cracco? (Michelino c’ha la voce roca). Io: sci oh! Michelino: je ne levo due de stelle, je ne levo. Io: a Michelì, due è troppe; no’ esageramo. Michelino: vabbé, famo una. Famo che je ne levo una. Io: ne la vita tocca a esse bboni…Poi me svejo e vado a lavorà…

p.s. dimenticavo! Io ho tritato dello zucchero con delle bucce di arancia candite che avevo e le ho messe nel sale che mi sono fatto….ottimo davvero!

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