La bana-cotta

26 Nov

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Sto in auto per lavoro… “Ma si (sei) mattu (craziness)?! Che fai scrivi mentre guidi?!?!”. No, non guido io alla guida c’è un altro… “Allora si (sei) riccu (richness) se vai co’ ll’autista!”. Non è l’autista mio è un collega… “Che collega? Collega li fili?!”. Ma tu dimme se per scrive’ ‘na ricetta devo perde’ dieci minuti con te ogni volta. “A parte che se tratta al massimo de un minuto…e po’ (poi) se non ho ‘nteso vene (carpito il vero senso del discorso), non pozzo (posso) fatte ‘n osservaziò?!”. Scusa, è vero, sono stato un po’ perentorio… “Pere?”. Perentorio, il palazzo di fianco a Montecitorio. Sono stato un po’ a Perentorio e ho sbagliato… “Ah ecco..”. Bene, annamo avanti.

(per i soliti che vogliono leggere l’introduzio’: annate sotto!)

Nome: bana-cotta
Cognome: Cotta…che ne so?!
Data di nascita: ieri
Città: curiosso!!! Non te lo dico..

Tempo di esecuzione: 1h per la lavorazione degli ingredienti più 5h (almeno) in frico

Porzioni: 6 (non una di meno né una di più…amenoché…non avete ingurgitato una banacotta mentre niuno vi vedeva)

Difficoltà: sciapu (non particolarmente complicata)

Ingredienti:
Panna ml 250, una cucchiara di miele “de la chiaetta” (miele ottimo e genuino, tanto ricercato da dover essere conservato sotto chiave), 50 gr di tzuccoro (zucchero) di canna, una stecca di marlbo…ehm…di cannella, 2 fogli di colla di pesce (4 grammi), 175 gr di scioccolatto fondente buono, ottimo, no robbaccia per cortesia, ml 150-170 di latte intero (più il scioccolatto ha percentuali elevate di cacao più serve latte per rendere liquido il liquido che, una volta liquido fungerà da liquido di glassa di scioccolatto, burro gr 50, farina gr 80, tzuccoro gr. 20-25 ulteriori, pizzico di sale. Stoppe.
Anzi no. Come fa notare la salerniona di Vittoria, vanno messe anche le banane. Quante ne servono? Due. Ne cuoci due e ne userai una e mezza.

Obiettivo:
Poggiare su un biscotto al burro una coppetta di banacotta e ricoprirla con una glassa al scioccolatto! (Ovviamente il coccio de la coppetta lo dovete di levare). Acquolina…

Procedimento penale n. 48…
Porta la panna quasi a bollore. Quasi signica che devi spegnerla prima. Ok? Versa lo zucchero, indi la cucchiara de mèle (miele). Poi, lontano dal fuoco, versa i due fogli di gelatina che avrai precedentemente ammollato per una decina di minuti…avrai? O non avrai?
Avrai anche (mi fido di te) cotto le banane inforno a 180 gradi per 5/8 minuti. Tirale fuori. Ll’è nnere! Belle però…
Spappola le banane (termine tecnico) con la forchetta (no frullatore che separa la polpa dal succo!). E aggiungi la polpa di una banana e mezza al composto con la panna. Grattugiaci qualche pezzetto di cannella (fino fino!). Metti nelle formine e poi in frigo. Bagnale prima di versare il composto: servirà per farlo staccate meglio.
Ora mixa velocemente farina e burro e i 20/25 grammi di zucchero ulteriori. Essa è la pasta frolla. Aggiungi un pizzico di sale e metti in frigo per farla rassodare. Dopo 20/30 minuti prendi la pasta frolla stendila e fai dei cerchi grandi quanto la base della banacotta, infornali a 180 gradi per 10 minuti circa.
Passate 5 ore circa ti sarai stufato. Persevera. Piglia le banecotte dal frico e immergi il contenitore nella acqua calda (ovviamente non bagnare la banacotta!) per facilitare il distacco del dolce. Appoggialo sul biscotto di pastafrolla. Porta a quasi bollore il latte e versane metà nel scioccolatto. Rigira con apposito smestechino (cucchiara da scioccolatto). Versa l’altra metà del latte nel scioccolatto e gira: glassa fatta. Versa la glassa sulle banecotte e ammira estasiato il tuo bel lavoro!!!

(Continua da sopra)

Ieri mi scrive una certa Cecilia P. detta Maronza, alias Cavalier Tronfiotti che in linguaggio di difficile comprensione mi dice: tu Marco in padella cucini troppo salato. Ed io replico dicendo che lei come cucino io non lo sa perché al massimo può capirne di latticini, ma di piatti veri e propri non ne sa niente. E lei replica dicendo che ha visto il mio bloggo, che le foto, per carità, son carine, che questo, che quello, però è troppo salato, blà blà blà, oi oi oi, eeeeeee.. Allora capisco che intende dire: tu non cucini più i dolci!
Ulla! Enna! Olla! Subito accontentata signorina saputini! Eccotelochì!!! La “bana-cotta”…e Cecilia è mia figghia!

Anettoto (aneddoto):
Ero steso sul divano. Un occhio chiuso e l’altro beco (mezzo chiuso che sembra come quando uno ti ci mette un dito dentro e tu non ci vedi), in tv un programma sui dolci della Louisiana. La città: New Orleans…credo. Co’ ‘na recchia capto la parola banana. Poi forno e panna. Poi scioccolatto (cioccolato). Poi Orfeo mi rapisce, chiamo la polizia, lo catturano e je danno due anni co’ la condizionale.
Mi sveglio e come colto da intuizione a priori: ta daaaaa: panna cotta! E poi: ta daaaaaaa: panna cotta co’ la banana. E poi (ta daaaa!!!!) pure la scioccolatta!
Ao, raga’ questo è un dolce bono con la B maiuscola. Bono bono. Un dolce Bono Voss. Un dolce che quando lo mangi dici: ammazza ll’è Bono!
E poi è anche relativamente semplice. Vi lascio alla ricetta e faciatemi sapere come è andata! (A parte che la ricetta già l’avete letta visto che sposto l’introduzione per non rompe’ le scatole a quelli che vogliono solo andare al sodo…).

Marco in padella

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3 Risposte to “La bana-cotta”

  1. Vittoria 26 novembre 2013 a 12:00 pm #

    cheffo mi perdoni….Ma le banane negli ingredienti nun ce stann….indi, quante ne devo cuocere? 🙂
    Grazie

    • marcoinpadella 26 novembre 2013 a 2:01 pm #

      Opporcazzozza! Due! Ne devi da cuoce due!!!

      • Vittoria 26 novembre 2013 a 2:23 pm #

        Perfetto! 🙂

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