Ravioli del bosco

9 Nov

20131109-141643.jpg

20131109-141558.jpg

20131109-141525.jpg

Ho diverse ricette da pubblicare e devo pure iniziare il corso di pasticceria “chi la Durée la vince”, ma tempo non ce lo ho. Presto, forza, veloci, daje, sursum corda (che non so che significa)!
Però, come dice nonna: prima lo rite e poi lo strite (nonna dice diverso, ma qui mi ci dice così e significa “prima le risate e poi… e poi… va un po’ a tradurre strite…le cose dure, brutte”). Iniziamo con un indovinello al contrario. Funziona così: io vi do la definizione e voi mi dovete dire di cosa si tratta. Fatto al contrario ( se io vi chiedessi cos’è una certa cosa e poi vi dessi la soluzione) sarebbe troppo volgare! Quindi, la definizione è “un buscio che ha fatto Cristo pe’ fa scappa’ lo fiato tristo”. Che cos’è?! Parenti e amici intimi si astengano dal postare la risposta.

Ciò detto, veniamo alla ricetta. Ravioli di bosco. Dagli ingredienti lo si capirebbe subito. Ricotta, buccia d’arancia, lonza, chi di voi è stato nel bosco sa che lì i maiali vivono allo stato secco/stagionato, sottosale quasi, che è pieno di alberi d’arancio e che la ricotta nasce spontanea dal terreno. Ma certe cose non sono note a tutti. Proseguiamo.

Tempo di esecuzione: 2h e mezza
Difficoltà: tribulata (richiede impegno)
Porzioni: 3/4 a seconda dell’appetito… nota culturale: anche per 1 se c’avete la fame di Pantagruel.

Robba (ingredienti):
1 uovo intero e 1 rosso, 120 gr di farina (semola, solo semola, ho detto solo semola!), 2 etti di ricotta di pecora, 1 etto di castagne (anche 1 etto e mezzo a seconda dei gusti), 2/3 foglie di salvia a capoccia (a persona), funchi porcini secchi (2 manciate, fateli rinvenire in acqua! Tocca divve tutto!!!), 5/6 fette di lonza, 50/60 gr di burro, 40/50 grammi di gorgonzoller (gorgonzoller lo dico io per scherzare, intendendo dire gorgonzola), se la trovate buccia di arancia, crema lenitiva (*facoltativa).

Preparazione:
“Ennammisè tutti ‘sti ingredienti!” Obietterà qualcuno di voi. Tutte robe che, come detto, trovate nel bòsco. Forse qualche difficoltà per il gorgonzoller che cresce solo a fine agosto.
Una precisazio’: la lonza che qui si intende utilizzare è quella di Ascule. “E sì, perché ammò la lonza de Ascule è più bbona de n’antra lonza?!”. Per prima cosa noi delle Marche intendiamo per lonza quel salume ricavato dal collo del suino che Lino Banfi spezzava nei suoi film: “ti schpezzo la noce del capocollo”. Nel nord Italia invece la lonza è un talgio di carne, la nostra lonza al nord la chiamano, mi sembra, salame. Lonza è anche quell’animale che Dante (sommo poeta) incontra all’inizio della Divina Commedia e che per poco non je muccigava (gli mordeva)! Ma la lonza nelle Marche è anche un dolce tradizionale. E ancora: Lonza è anche una famosa società il cui sito è http://www.lonza.com. Insomma, pare che ‘sto nome “lonza” vada forte; se avrete un figlio/figlia sapete già come chiamarlo!
E c’è già qualcuno che sta a di’: ao, ma quanno inizia ‘sta ricetta, mica c’ho tempo da perde, e daje! E allora, iniziamo questa ricetta proprio per te, gran rottura de… del ritmo narrativo del presente testo.
Però prima concludo il discorso: ho suggerito di usare la lonza di Ascule perche nelle campagne di Ascoli la lonza ha una caratteristica ben precisa che a me piace mooooolto: i produttori di lonze casalinghe usano aggiungere scorza d’arancia sulla superficie esterna dell’insaccato; questo rende tale tipo di salume assolutamente perfetto per la ricetta qui presente!
Piglia la farina, fa ‘na montagnetta, buttace drento le ova. Smuscina (rigira) co’ la forchetta come se devi fa la crema. Sbatti l’ova (le uova). E a poco a poco ingloba la farina. Quando il composto diventa denso come una pallocca appiccicosa e tu stai a suda’ come sudi ad agosto in spiaggia dopo un piatto de bucatini e due bicchieri de vino rosso, applica tantum verde/fastum gel/voltaren al polso e continua a smuscina’ fino a che nun te se torce la forchetta. Ovviamente non te devi fa’ male e la forchetta non si deve torcere, era una battuta… ma a te ce lo devo scrie (te ce lo debbo scrivere) che non se sa mai!
Inzia a lavorare la massa con le mani sino ad ottenere un composto spiccatamente elastico (che proprietà de linguaggio!), circa 15 minuti. Poi appalloccalo, ‘ncartalo co’ la carta trasparente per alimenti e ficchelo in frico (riponilo in frigo). Attendi (stai attento) due ore. Era ‘nabbattuta attendi, stai attento…perché noi nelle Marche la “t” la famo “d”. Ridi? Noo? E me dispiace, proverò con qualcos’altro nel prosieguo (difficili certe persone…). Fatta la pasta serve il ripieno. Fai sgoccilar bene la ricotta e lessa in acqua le castagne per una 30 di minuti. Prendi la polpa delle castagne lessate e sfragnela (frantumala) con un mortaio o una forchetta fino a farla divenire come una crema. Unisci le castagne alla ricotta e sala il composto. La mia opinione è che la castagna non deve mai prevalere sulla ricotta un giusto mix dei due sapori è il risultato che dovrai ottenere. Stendi il ripieno con una forchetta se non è molto asciutto, così farai evaporare un po’ d’acqua e funzionerà meglio come ripieno. Trifola i funghi (ossia: padella, filo d’olio, spicchio d’aglio schiacciato, pezzetto de pipiloncino e una spruzzatta…spruzzata, cioè poco…dicevo, spruzzata de prezzemolo sminuzzato) e falli a pezzetti piccoli piccoli. Puoi tritarli con la mezza luna. E uniscili al composto.
Stendi la massa che hai in frigo e metti una pallina di composto per ogni raviolo. Insomma fa’ ‘sti ravioli…non occorre che ti spieghi come si fanno. Se non lo sai trova la ricetta all’interno del blog. “Mettemece il link”. No’ lo so fa’! “Ok, grazie lo stesso”. Ciao. “Ciao”.
Intanto taglia la lonza a striscioline e scottala un minuto in padella (senza olio). Aggiungi 7/8 quadratini (piccolissimi!) di buccia di arancia (senza il bianco della buccia) e il burro e fa rosolare per un paio di minuti a fuoco dolce…non me bbruscia’ (bruciare) il burro! Metti il gorgonzoller nel burro e fallo squaiare. Che cremina! Aggiungi tre foglie di salvia. Stop.
Una volta portata a ebollizione l’acqua (e salata l’acqua) versa i ravioli e cuoci per 4/5 minuti (il tempo dicottura varia a seconda della durezza della semola che hai usato…io ti consiglio dicuocere prima un solo raviolo così valuti quanto tempo ci vuole, poi versi tutti gli altri). Versa i ravioli nel sughetto e impiatta aggiungendo una fogliolina di salvia (ma anche 2 o 3) per guarnizione.

Un mix di sapori eccezionale! Ripeto, un mix di sapori eccezionale…senti che sapore che c’hanno i maiali secchi che vivono allo statobrado nel bosco!

Marco

Annunci

4 Risposte to “Ravioli del bosco”

  1. Totton Clubsey 9 novembre 2013 a 3:13 pm #

    Io ed il mio buco chiediamo a gran voce un libro di ricette Marcoinpatella(R)!!!

    • marcoinpadella 9 novembre 2013 a 3:21 pm #

      E il vincitore è….. 🙂
      Il libro di ricette lo faccio solo se in copertina ho la foto con Suor Germania!

  2. Vittoria 10 novembre 2013 a 7:25 pm #

    con quanti giorni di anticipo vuoi essere avvisato del mio arrivo? 🙂 io mi voglio prenotare per questa squisitezza!

    • marcoinpadella 10 novembre 2013 a 9:22 pm #

      Carissima Vittoria, potresti anche suonare ora alla porta che i ravioli per te li troverei ugualmente…perché so già che nella mano sinistra stringeresti un mozzarillo fantastico, nella destra una bottiglietta di limoncello de la chiavetta e in bocca una sacchettata di nocciole di Giffoni d.o.p. d.o.c i.g.t. m.c.! Un problema in realtà ci sarebbe: fin quando il bòsco produce i maiali secchi?!?! 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: