Cervello di vitello fritto

20 Ago

20130820-202149.jpg

20130820-144135.jpg

Tempo di esecuzione: 40 minuti
Difficoltà: un poco più de pritu (moderata facilità)

Se vuoi leggere l’introduzione vai in fondo al paragrafo “introduzione” (ma va!)…un’ultima cosa: dedicata a Matteo detto Madéo!

Ingredienti per 4 persone (che non si
abbovano)

1 cervello di vitellino (io ne avevo uno freschissimo), latte q.b., cipolla, sale, pepe, 5 rametti di trosomarino (rosmarino), fiori di finocchio, 2 bacche di ginepro, farina, 2 uova e molliche di pane, 2 cucchiaini di amido di riso (o similari), olio per friggere. Te ende!

Prendete il cervello e mettetelo sotto acqua fredda corrente: visto il caldo vi farà sicuramente bene. Poi prendete il cervello del vitellino e fate la stessa cosa. Cercate di levare le impurità (sangue ecc.).
Portate a sobbollire il latte in un pentolino, metteteci un pezzettino di cipolla e immergeteci drento (dentro…ammò lo dovreste sapere!) il cervello (del vitellino, non il vostro!) per 2 minuti circa. Levatelo dal latte e poggiatelo su un ripiano/tagliere. Se si tratta di vitello e non vitellino, levate anche la membrana sottile e trasparente che lo avvolge… Me pare (sembra) da esse Annibal the cannibal!
Ora fate dei tocchetti larghi circa 1,5 cm aiutandovi con un coltello.
Il vostro cervello è pronto per essere impanato…sempre quello del vitello e non il “vostro” vostro!
Salate i tocchetti (poco perché il cervello ha un sapore delicato e prepotente al tempo stesso), mettete su alcuni un pizzico (dico pizzico, cioè POCO) di pepe, su altri un pizzicotto di fiori di finocchio e su altri ancora non ce mettete gnè (niente)…così, tanto per raffrontà.
Infarinate. Delicati, me raccomanno! Inzuppate pezzetto per pezzetto nell’ovo (uouo) e infine, nelle mujiche (molliche) di pane. Alà, ete (avete) fatto!

Intanto, lenti come sete (siete) il latte di bollitura ve se sarà freddato… Occhio alle mogli/madri/ragazze: proprio in questi attimi in cui siete distratti dalle operazioni di impanatura, esse con gesto repentino faranno sparire il latte nel lavandino con volto orrendo di disgusto, subito dopo sibilando con innocenza la ben nota frase: “Ah, scussa, penzavo che non te servia (serviva) più!”.
Con quel latte, invece, farete un ottima riduzione. Il latte è a temperatura ambiente? “Sì!”. Bene, allora, prendete un par de (due) cucchiaini di amido di riso (o altro amido che avete a casa) ed emulsionate. Riportate a bollore, mettete due bacche di ginepro schiacciate e un rametto di trosonarino anch’esso “come se un gamio (camion) gli fosse passato sulla schiena”. Stringete (la salsa). Spegnete il fornello.
In una pentola mettete l’olio per friggere, portate a temperatura e…friggete. Ma va!
In un piatto versate la riduzione filtrandola con un passino. Poggiate sopra i pezzetti di cervello fritti, rametto di trosomarino per guarnizio’, una spruzzata di fiori di finocchio e mangnate!
Ottimo, ma a me non piace…ma lo cheffo brao (bravo) deve di provare TUTTO!!!

Introduzione:
Io scherzo sempre in questo blog. Mi diverto e vi faccio fare qualche sorriso. Ma oggi, per una volta, mi sento di essere un po’ diverso.
Vedere quel cervello di fronte a me, pensare al vitellino che ha perso la vita, mi è pesato davvero tanto. La voglia di provare, di scoprire è molto forte in me e sono sicuro che un’identica voglia è presente in tante tra quelle persone che da oltre un anno leggono questo blog. Spero che questo desiderio di scoprire, presente in ognuno di noi, vada sempre di pari passo con il rispetto per il prossimo e per la natura. Molte volte non abbiamo alcun rispetto per gli animali e li trattiamo come degli oggetti. Molte volte trattiamo gli animali peggio degli oggetti. Amare la cucina presuppone questo incondizionato rispetto per la natura. Un rispetto che spesso ci chiama al confronto con noi stessi, che ci impone dei dubbi e ci fa essere umili. Chi non è di questa idea spero nel tempo cambi opinione…oppure cambi blog!

Marco in padella

P.S. Matteo un giorno (diciamo, quando era bimbo) andò a casa a mangiare il coniglio. A lui il coniglio non piaceva, ma quella sera lo volle provare. Lo provò. I familiari increduli lo guardavano afoni e con le bocche spalancate. Matteo mise un pezzo di coniglio in bocca e disse: mmmh, però, tenero il coniglio: senza accorgersene s’era magnato il cervello.

Annunci

3 Risposte to “Cervello di vitello fritto”

  1. ugo 21 agosto 2013 a 8:44 am #

    Una volta Tua cognata mi ha buttato nel lavandino 5 litri di limoncello oronto per essere imbottigliato, dopo 45 giorni di attenta affinatura e utilizzo di materie prime stratosferiche… disse ‘scussa, pensavo che avevi finito’… da quella volta non ho piu’ fatto il limoncello.
    Tuo cognato.

    • marcoinpadella 21 agosto 2013 a 12:48 pm #

      Uno dei commenti più migliori di questo blog! Un abbraccio di consolazione 🙂

  2. kmat 22 agosto 2013 a 12:53 am #

    Confermo tutto. Quel pezzo di coniglio era buonissimo, finché non mi hanno detto del cervello.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: