Alici in trappola

1 Ago

20130801-163907.jpg

20130801-163855.jpg

20130801-163846.jpg

Tutti in vacanza? Beati voi. Io ancora “fadigo” (lavoro)… ma ogni tanto mi diletto tra i fornelli.

Vi do subito la ricetta così i frettolosi avranno tutte le info utili in un batter d’occhio. Ma prima vi spiego di che si tratta!

Le alici in trappola sono delle olive ripiene. “Evabbé, già ci stanno le olive ripiene”. Sì, ci stanno, ma le mie sono ripiene di pesce… “Evvabbé, già ci stanno ripiene di pesce. E a me non me piacciono “manco” (nemmeno)”. Sì, ma le mie c’hanno pure i pistacchi. “Evvabbé, quesso non ci sta, però i pistacchi co’ le alici e le olive non ce dicono”. Molto bene. Procediamo.

(se volete sapere tutta la storia andate al punto “continuo dall’inizio” in calce (che avvocato!) alla ricetta vera e propria)

Ingredienti:

1/2 Kg di alici freschissime, 2 etti di pistacchi non salati (circa), 1 aglio, menta selvatica essiccata (la menta normale va benissimo), 1 camicia, 4 etti di olive nere di Cerignola, sale e olio, bucce di limone, farina q.b., 2 uova e molliche di pane q.b..

Prima cosa: cuocete le alici (ossia, preparate una parte del ripieno). Bè, prima pulite le alici e spinatele. Poi cuocetele: prendete una pentola ampia e mettete un filo d’olio. Mettete la camicia all’aglio e fate soffriggere leggermente. Versate in pentola le alici e mentre cuociono riducetele a poltiglia, insomma ad un pappone omogeneo. Se volete mettete un tocco di peperoncino secco. Non esagerate col piccante. Levate dal fuoco e fate raffreddare.

Poi preparate i pistacchi: levate il guscio e le pellicine in eccesso e tritate i pistacchi fino ad ottenere una sottile granella profumata. Mischiate omogeneamente i pistacchi con le alici. Questo sarà il vostro ripieno.

Preparate poi le olive. Qui la cosa si fa un poco complicata. Ora sono un esperto dell’operazione, ma non è stato facile capire. In sostanza dovete snocciolarle preservando la forma esterna dell’oliva. Dovete fare attenzione a non levare solo l’osso, ma anche un poco di polpa in modo da fare più spazio al ripieno. IMPORTANTE per svolgere con facilità questa operazione è avere un coltellino con la punta ricurva (io, non trovando il mio amato attrezzo da pasticceria ho usato la lama per tagliare la capsula del vino presente negli stappa bottiglie!). In sostanza il movimento è a spirale. L’osso, una volto estratto, assomiglia ad una trottola, ovvero alla scanalatura di una vite. Si tratta di incidere una “s” lungo il corpo dell’oliva. L’osso verrà via con facilità e la fisionomia esterna dell’oliva resterà perfettamente integra (per capire quale movimento dovessi compiere c’ho ragionato per due notti).

Rimpippaggio: rimpippate le “alive” col ripieno. Abbondate perché è molto bono e gusta (è piacevole) riempirsi la bocca con queste prelibatezze rigonfie!

Impanatura: prendete le vostre olive rimpippate e passatele nella farina. Poi, passatele nell’uovo sbattuto. Quindi nelle molliche di pane e poggiatele su un contenitore. Dopo quanche minuto, riprendete le olive che avete sottoposto al passaggio appena esposto e rimettetele nell’uovo sbattuto e di nuovo nelle molliche (solo così potrete eguagliare la nonna di Barbara!). In sostanza impanatele due volte (la seconda volta non passatele nella farina). Finito. Potete congelarle: si mantengono benissimo.

Quando avvertirete un leggero languorino pigliate una pentola, riempitela d’olio per friggere, accendete a palla il fornello e buttate dentro queste pallottole fantastiche. Levatele appena diventano dorate e godetevele!

(continua dall’inizio)…

Avevo fallito. Ebbene sì, il vostro supereroe, Marcoinpadella, detto anche Superpan, “scappellò” (fallì clamorosamente) una cena. Silenzio per aumentare la tenziò (tenzione). Da lontano una voce di bimbo: “ma come è potuto accadere”? Accadde che il buon Mozzo di Cucina, già Ms Incintis, ora signora Gamboni, accampando false scuse (mi duole la pancia, lo stomaco fa le bizze, sono stanca e mi gira il capo, ho le nausee, la pressione bassa, le contrazioni ecc.) si tirò in dietro nel momento del bisogno (non al bagno, ma in cucina). E io fui solo!

E da solo affondai con la mia nave/cambusa/cucina come solo i grandi capitani sanno fare. Andai liscio sulle alive (olive), scappellai sul primo a due colori, inciampai dimentico sulle alici alla brage (brace)… le molliche di pane!!! Ed infine venni meno all’impegno col gelato. Il menù era mitico, ma mancai ogni obiettivo. Mi dispiacque a mille. E come ogni super eroe anche Marco in Patella risorgeqque! Ma perché scappellai? In una parola: mancava Gamboni (ex Mozzo da Cucina) che in preda a spossanti crisi di sudore non riuscì ad apportare tutto l’aiuto che in passato aveva saputo dare. Gamboni, dove sei? (lacrima sul volto). E fu così che riconobbi al Mozzo da Cucina tutta l’importanza che in effetti ha sempre avuto nell’esecuzione delle mie ricette. Come Batman ha Robin, come Silver Surf ha il Surf, come Topolino ha Pippo, così Marcoinpadella ha il Mozzo! Ta daaaaaa!!!!

Come ritornai a galla dopo la beffa:

Quando si vivono delle situazioni così critiche la miglior cura è ritornare subito in sella, dicono. Così presi la bicicletta e pedalai. Giunto a diversi chilometri da casa mi sentii stanco. Tornai in dietro affamato e mi cucinai un uovo al tegamino. Fu lì che ricominciai a cucinare.

Che storia, che potenza, che trama! Ma torniamo a noi. Il menù era mitico. Andava rifatto. Così colsi la palla al balzo e invitai una mia carissima amica + nonno + socera per sabato prossimo. Sta volta, però, ho preparato ogni ricetta al millesimo. L’ho provata. L’ho limata. Sono andato a parlare con il mitico chef del Mandracchio per evitare errori….e adesso voglio la mia rivincita!

La prima pietanza del menù (oltre la partenza con i crudi di pesce… ottimi crudi, che però realizzò Simone!!! Io nun c’aveo tempo de fa tutto!) erano appunto le alici in trappola….la foto parla chiaro. Sono buonerrime!

Marco auf behalter!

Annunci

4 Risposte to “Alici in trappola”

  1. Vittoria 1 agosto 2013 a 4:15 pm #

    LODI LODI LODI!!!!!!!!!

  2. stepy 2 agosto 2013 a 8:49 am #

    bèèèèèèèèèèè che dichiarazione d’amore per il mozzo!!! :-))) scoprire finalmente una sua qualche utilità!!! nn è un appiccapanni, nn è una guardarobiera, è la Gamboniaiutovengomeno che tutti vorremmo! che adorabilia, da farci un figlio! :-)))
    scusasse scheffo, passando ora alle cose serie: avendo indosso una canotta della salute è preparabile il piatto oppure è d’obbligo la camicia? 😉 grazie della cortese risposta, suo sempre in ammirazione sbavando. stepy

    • marcoinpadella 5 agosto 2013 a 8:41 pm #

      Indossare la camicia per questa ricetta è sconsigliato perché ci si può far male: aio!!!! In camicia. Ma la vita è un rischio, il figlio maschio, natale ha il muschio e in gola ho un raschio….indossa pure una camicia sessi per questa ricetta…se non hai paura del mostro Gamboni!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: