Pesche ripiene all’amaretto

19 Ott

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Un tempo avevo una relazione con una donna del nord. Lei si chiamava Mariuccia. Viveva in Piemonte. Ora si è trasferita a Savona. La nostra era una relazione malata: non tanto da parte mia quanto da parte sua. Essa, infatti, aveva 70 anni circa. Non so quanti ne abbia ora. Io all’epoca ero un bambino. Mariuccia mi amava. Io no.

Scherzi a parte! Ho un amico. Esso si chiama Gionni. Gined per gli amici. Un tempo avevo una relazione con lui. Erevamo compagni di scuola. Ora lui non vive più qui. Vive a Torino scalo. Cionni! Ritorna!!! Questa casa ti aspetta!

Comunque, per farla breve: Cionni ha letto qualche robba del mio blog e ne è rimasto felicemente colpito. E mi ha scritto tutta ‘na serie di complimenti! E ha detto che mi offre una cena da 100,00 euro circa la prossima volta che ci vediamo. Grazie.

Dopodiché mi ha detto se poteva postare una ricetta per la goduria delle flaccide panze di tutti voi, o lettori! E io che gli ho detto? Gli ho detto: Cionni, ti ricordi quella famosa cena che hai promesso di offrirmi del valore di euro 100,00 circa (bevande escluse)? E lui “certo che me lo ricordo milka so’ schtupeto”! Bene, se vuoi postare la ricetta mi fa immenso piacere. E lui “sì, grazie, sei mio amico per sempre, ti debbo una cena da 100,00 euri circa”.

A parte i discorsi strani che faccio con Gino, Cionni, Gined, Liugin, Giuà, Grenoble, va detto questo: Gino un tempo aveva una relazione con una donna del nord; non sto scherzanto. Lei si chiamava Mariuccia. Viveva in Piemonte. Ora si è trasferita a Savona. La loro era una relazione malata: non tanto da parte di Mariuccia quanto da parte di Cionni: ello era affetto da superpazzia schizofrenica accoltellante rinforzata con intenti tenebrosi e mortiferi nei confronti di persone che non concedono le loro ricette.

Mariuccia gli preparava ogni giorno una prelibatezza che riusciva a rinsavire Cionni momentaneamente: le pesche ripene all’amaretto! La lucidità, però, durava solo poche ore. Poi di nuovo la tremenda patologia del mio amico tornava a farsi sentire, incontenibile e mefistofelica….. Cionni, una volta “quasi” guarito, chiese a Mariuccia la ricetta di questo tipico dolce piemontese. Mariuccia non gliela diede (la ricetta) e fu così che morì. Amen.

Oggi per tutti voi, perché dietro a una storia triste c’è sempre una storia lièta, perché dietro a un grande uomo c’èsempre una grande donna….la ricetta di Mariuccia, che Gionni strappò dalle mani della stessa, mentre era ancora agonizzante.

Godetevela!

PESCHE RIPIENE ALL’AMARETTO (ricetta tipica piemontese):

Ingredienti:

– 6 pesche gialle mature ma non sfatte (di quelle che si staccano bene dal nocciolo, le così dette “scoppaiole”)

– 100gr Amaretti secchi

– 2 cucchiai di zucchero

– Cacao amaro in polvere

– Scaglie di cioccolato fondente

Procedimento:

– Lavare bene le pesche, dividerle in due metà e togliere il nocciolo (ovviamente);

– Con l’aiuto di un cucchiaino allargare uniformemente il “buco” lasciato dal nocciolo conservando la polpa che viene estratta. (Fare attenzione in questa fase a non toglierne troppa, la pesca dovrà avere uno spessore più o meno omogeneo ai lati e sul fondo diciamo di più o meno 0,6 –0,7 cm) Terminata questa operazione metterle da parte.

– Scaldare il forno a 180°C

– Frullare bene la polpa ricavata e aggiungere lo zucchero così da farli amalgamare bene

– Sbriciolare gli amaretti e aggiungerli al composto di pesca e frullare nuovamente per fare amalgamare bene il tutto

– Aggiungere il cacao amaro in polvere… qui si va ad occhio… diciamo che il composto deve prendere una colorazione scura fino ad assumere una tonalità simile a quella del cioccolato (ma piuttosto chiaro, comunque)

NB: IL composto ottenuto deve essere morbido e cremoso (abbastanza fluido), nel caso però il composto fosse tanto liquido (questo può dipendere dalla grandezza delle pesche utilizzate, dalla quantità di polpa estratta, dalla succosità della pesca stessa) aggiungere ulteriore amaretto e cacao fino a raggiungere la consistenza desiderata. Inoltre assaggiare anche per vedere se va bene di zucchero.

– Prendere del cioccolato fondente e ridurlo a scaglie, quindi unirlo al composto.

– Mettere le pesche in una teglia da forno e poi riempirle con il composto fino a riempire la cavità interna.

– Infornare per circa 30 minuti. Sono pronte quando l’impasto si è solidificato e le pesche hanno colore ambrato.

– Lasciarle raffreddare e servire a temperatura ambiente o anche fredde

Si conservano per qualche giorno in frigo.

Godetevi questa goduria del palato!!!

Cionni

E sulla scia dell’ottimismo e dell’amicizia vi auguro un buon fine settimana!

Malco

p.s. “ma avevi detto che Mariuccia si è trasferita a Savona?!?!” Infatti, se andate al cimitero di Savona, ala nord, tomba n.5, la trovate proprio lì!

p.s.2 oggi Gionni sta molto meglio! Evviva!

p.s.3 ho provato a farla ma sono solo riuscito a comprare le pesche. Prima o poi la realizzo e posterò tutte le foto! Per ora accontentatevi di questa che ritrae una mitica pesca dei sibillini che quest’anno sono incredibilmente squisite e profumate di fiori in quanto hanno preso un sole infinito anche se abitano tra i freddi monti della maga Sibilla!

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