Spaghetti dritti di mare

23 Ago

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Ce l’avevo con gli spaghetti. Volevo il riscatto pei bambini a-forchettati, ossia, quei bambini che non hanno ancora appreso l’antica arte della rotazione manuale della forchetta. Volevo cambiare, piegare, fiaccare l’animo degli spaghetti…maledetti supponenti!
Loro, che fanno comunella nel tuo piatto fondo, che s’intrecciano come il filo della canna da pesca e ridono di te, bimbo, novello praticante della meccanica posatifera: “la mia vendetta sarà terribile” giurai sulla testa dell’amato mozzo da cucina!

E così è stato! Ta daaaaaa!!!
Ho messo gli spaghetti belli dritti nel piatto e ho dato modo a tutti di umiliarli mangiandoli con coltello e furscett (che malvagità!) !!!! Ma se volete potete anche incornarli col vecchio metodo…

Ingredienti:
Un’ottima marca di spaghetti. Io ho usato i ben noti spaghi della foto, i Mancini. Sono davvero buoni. Poi cicale di mare (o di campagna se vi piaccion di più…. per i sempliciotti: sto scherzando!), lupini (concole), tonno, foglie di menta, limone (io avevo quello di Amalfi, frecaro in una limonaia mentre la proprietaria urlava: uéué che stiamo facendo?!) prezzemolo e un pizzico di rosmarino tritato finissimo.

Procedimento:
Legate strettamente gli spaghetti ad una estremità con dello spago. Formate dei mazzetti larghi come il mio indice: ho le dita un po’ cicciotte: se non siete sicuri di quanto sia ciccio me lo taglio e lo spedisco per posta a chi ne ha necessità. Poi legate l’estremità a un supporto esterno come nella foto e immergeteli in acqua poco salata. A breve essi si “spampineranno” (afflosceranno allargandosi) e cuoceranno omogeneamente per quasi tutta la loro lunghezza. La parte superiore andrà, invece, dall “al dente” al “crudo”. Anche questa caratteristica rende il piatto simpatico.
Intanto avrete già preparato il vostro sugo, anzi, i vostri sughi. La “pasta dritta” ™, infatti, permette al piatto una escalation di sapori distinti. Posizioneremo i vari sughi uno dopo l’altro sullo spaghetto proponendo all’avventore un vero e proprio percorso gustativo. Quindi vi potete sbizzarrire a creare sughi di diversa tipologia da accostare tra loro.

I sughi che ho ideato sono trè (un saluto a Mike Bongiorno). Semplici e bboni: un sugo alle pannocchie/cicale di mare, uno alle volgole/lupini e uno al tonno.

Sciacquate le volgole, mettetele in pentola con una base di olio, aglio e pipiloncino, e incoperchiate. Quando si aprono levate dalla fiamma, cospargete di prezzemolo e lasciate riposare 2 minuti. Le vongole se stancano tanto ma se ‘rpijano subito!
Utilizzate l’acquetta delle concole per lessare le sconocchie (cicale). Occhio a non far ridurre troppo il liquido sennò viene tutto salato!
Su una pentola bella calda scottate il tonno per uno o due minuti per ogni lato della fetta. Fate in modo che dentro il pesce rimanga crudo. Tagliatelo a striscioline sottili (per quanto possibile) che immergerete in un intingolo di olio (bbono!!!) e menta. Salate il tonno un po’. Separate alcune vongole dal guscio e oliatele un minimo se necessario. Prendete il ciccio delle pannocchie e fatene dei cubetti. Olio se serve. Sui lupini cospargete della buccia di limone tagliata finissima e senza il bianco sottostante. Siete quasi pronti per impiattare.
Passati 9 minuti scarsi (se usate lo spaghetto della marca di cui sopra) levate la pasta dall’acqua e immergetela nel guazzetto in cui avete cotto le cicale di mare. Smuovete di continuo le fuscelle di spaghetti per tirare fuori l’amido. Occhio a non esagerare con questo passaggio perché il rischio è che lo spaghetto venga saporito alla base e meno saporito vicino alla legatura. Quindi occhio…
Una volta che lo spaghetto è pronto impiattate. Potete levare la strozzatura fatta inizialmente con lo spago o lasciarla a seconda dell’effetto che vorrete ottenere: io la lascio anche perché gusta molto, finito di mangiare lo spaghetto, usare il rimasuglio legato a mo’ di scopettone per il sugo.
Poggiate alla base il sugo di cicale (prezzemolo tritato finemente sopra), poi quello di volgole, indi il tonno “marinato”. Fine.

Magnateve anche la pignatta de la colla, adesso!!!

Marco

P.S. per chi volesse usare l’idea, prego citare la fonte!
Ahh! Il rosmarino sta bene con le vongole!!!

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2 Risposte to “Spaghetti dritti di mare”

  1. stepy 23 agosto 2012 a 2:08 pm #

    la tecnica del “laccino esprimidesiderio”.
    maestà sceffica, mozzo lavascodelli, papille gustative tutte.
    mi si permetta.
    innanzitutto solo un Grande ricorda un Grande (leggi: Mike).
    vorrei apportare un plus che rompa definitivamente l’anacronismo spaghiffico della tecnica a mulinello.
    per nulla risentito per non essere stato invitato alla Prima, metterò la mia arte creativa a servigio del bon gout a supporto della genialità già palesata.
    non riesco a credere che si sia riusciti a gustare veramente la novità con il piatto servito a quel modo (con forchetta), il che suppongo abbia dato più spazio all’attività fisica. rimembrodesiderante l’antica rotazione, piuttosto che l’aspetto gustativo-meditativo.
    propongo che il piatto venga preparato in isto modo: una volta allettati gli spaghi nel piattame, si prendano degli spaghetti (la cui lunghezza varierà a seconda della sezione di indice o a seconda del miglior piacere), lasciati appositamente per questo servigio: che vengano annodati a segmenti di indice che possano rappresentare il giusto boccone. Questo significa che il piatto può essere tagliato in bocconi con il coltello (creando un’unità), e con la forchetta si possa portare alle labbra in attesa di goduria un intero boccone pre-organizzato.
    questa tecnica, chiamata del “laccino esprimidesiderio” costituisce la morte definitiva dell’odiata rotazione.
    non trascurabile l’aspetto poetico, sempre necessario in una cucina che non trascura nulla: ciascun laccino rappresenta un braccialettino che il bimbo porterà figurativamente al polso; una volta portato alla bocca (= laccino spezzato) quel desiderio espresso si avvierà verso la sua strada, invogliando per di più il bimbino a terminare il pasto.
    certo di aver portato una possibilità ad esaltare il buon nome della Cucina, saluto porgendo un laccino di braccia al collo 🙂

    per cortesia citare la fonte in caso di esperimento 🙂

    stepy

    • marcoinpadella 9 settembre 2012 a 9:23 pm #

      Ringraziando per la devozione mostrata e genuflessoso per il mancato invito alla prima accolgo con curiosa sollecitudine l’invito culinario ed inizio a graficar diagrammi onde determinar lo modo idoneo di proceder lo inerto passo!

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