Brodetto di pesce

22 Mag

Vi piace “stongarvi” le mani come quando eravate piccoli? Vi piace che la ciccia sia morbida e facile da “stroncecare”? Vi piace il pesce e il vino bianco? Allora: brodetto di pesce!

Prima cosa serve il pesce. Non state lì a dirmi: e vabbè, l’o preso surgelato al supermercato. Prima cosa con la “o” ci va l’accamutina. Seconda cosa: il cibo che ti cucini è buono se gli ingredienti che usi sono buoni. “E se io ci metto ingredienti ottimi?” Chiederà il piccolo Michelino. Mangerai dei manicaretti ottimi, o giovane Michelino!

Quindi, nessuna scusa: pesce freschissimo. “E dove lo trovo?”. Allora, o vai a Ponza dal mio amico pescatore Fiorello (“la – pausa- nebbia agl’irti colli…”), o vai in pescheria fidatissima, o vai lungo la costa marchigiana a prenderlo la domenica mattina dai pescatori che rientrano. Io ho mio padre che si dedica a questa mansione. Se volete lo mandiamo a prendere qualche cefalo anche per voi!

Ciò detto. Veniamo alla ricetta di casa mia…

Ingredienti:

Mezza cipolla, maggiorana e olio (per il soffritto); poi: uno spruzzo di pomodoro doppio concentrato, 250 gr di passata, un barattolino da 210 gr di “polpa pomodori in finissimi pezzi” (chi indovina la marca è bravo!), 2 pomodori freschi, sale, e… pesci. Nell’ordine: uno scorfano (non mettete le ragazze!), una mazzancolla, un’ombrina, un’orata, un sarago, un’occhiata e, se le trovate, un paio di pannocchie/conocchie/strappalabbri/cicale di mare e un paio di scampetti. Infine, una seppia bella fresca e grande e tre bicchieri d’acqua. Il vino non lo mettiamo, ma se voi volete…

Preparazione:

Ammorbidite la cipolla tritata finemente nell’olio caldo. Agigungete la maggiorana e dopo qualche secondo il pomodoro nelle sue plurime forme di pomodoro concentrato, passata di pomodoro, polpa e pomodoro fresco. Ovviamente per il fresco, se la buccia non vi sconfinfera, scaldateli per qualche attimo in acqua calda e levate la buccia. Se poi siete dei veri e propri perfezionisti (io avrei usato altro lemma) levate pure i semetti interni, tagliate a cubetti e versate in padella al momento opportuno. Quindi, dicevamo, versate il pomodoro pluriforme e aggiustate di sale.

Intanto a parte fate bollire in una pentola a pressione la grande seppia fresca (almeno i tentacoli che sono i più duri) con tre bicchieri d’acqua per 20-30 minuti. Se la seppia è grande e fresca servono anche 30 minuti per ammorbidire i tentacoli. Se la seppia è piccola ne bastano 15. Se la seppia non è fresca… Michelino, ti avevo detto che il pesce doveva essere freschissimo! Torna accompagnato dai genitori.

Dopo che il sugo ha ragigunto il bollore (aggiungete un bicchieretto d’acqua se necessario) immergetevicisi i pescioloni, dal più tosto al più frollo. “E che ne so?” Direte voi, meno Michelino che è stato allontanato pochi attimi fa. La ricetta di famigghia parla chiaro: prima la seppia con l’acqua di bollitura (da tre bicchieri dovrebbe essere arrivata ad un solo bicchiere), poi lo scorfano e dopo 5 minuti circa gli altri pesci. Nell’ordine: mazzancolla, ombrina, orata, sarago e occhiata. Prima andrebbero i pesci più grandi e poi i più piccoletti che ci mettono di meno a cuocere. Io gli strappalabbri (cicale di mare) e gli scampi non li ho trovati e quindi non li ho messi. Se voi li trovate metteteli pure insieme alla mazzancolla…così si fanno compagnia.

Ci siamo quasi, bruscate il pane!

Portate di nuovo a bollore e fate cuocere per 5/6 minuti. Fate attenzione a non cuocere troppo il vostro “freschissimo” pesce (sguardaccio a Michelino) perché perderebbe sapore e rischierebbe di sfaldarsi.

Servite in “cuccumelle carucce” (gentili contenitori) in cui potreste riporre un paio di fette di pane bruschettato con olietto della “chiaetta” (olio di prima scelta fatto da parenti affidabilissimi) e strofinata di aglio. Io non l’ho messo perché non mi sono ricordato!

Ah! Il vino. Abbinatelo con un bel vino bianco freddo e potente. Io ho trovato in casa questo portentoso vino dell’azienda “Planeta”. Un fiano che ha sbagliato regione, infatti l’azienda non è campana, ma siciliana. Ovviamente è una bottiglia molto molto molto potente (14,5 gr!), dal sapore diretto e muscoloso. Bevuto a pranzo (da noi si dice) “te da ‘na nuttula…”!

E, di nuovo, buon appetito!

Marco

PS: checché ne dica il barbuto amico Paolo dello Ionio, il pesce marchigiano è moooolto buono. Forse un po’ piccolino, ma si sa: è nelle botti piccole che…

PS2: Michelino, in punizione!

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2 Risposte to “Brodetto di pesce”

  1. Tot 24 maggio 2012 a 6:27 pm #

    Avv. Padella: numero 1. (ma mojema non lo mangerà mai, ahimé.. mai…..)

    • marcoinpadella 25 maggio 2012 a 1:19 pm #

      Che smacco! Cercherò di fare un brodetto di qualche altra cosa!!!

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