Ravioli al contrario con vaniglia e tartufo nero

15 Apr

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Per il titolo mi sono consultato con la malatissima Crì che sta passando il decorso delle innumerevoli malattie invernali presso il mio ospedale/abitazione. Quindi se non vi sconfinfera prendetevela con me al 50%.
Ciò detto veniamo alla ricetta che è una vera bontà. Vi spiego.
Cristina voleva: minestrina all’acqua con formaggino. Io proponevo: besciamella di… E lei subito mi ha fermato con un suo classico e svenevole “noooo! Sono stata male…”
Ma la “socera” aveva regalato la principessa della mia cucina: ricotta di pura pecora! Che fare?!?!
Unica soluzione: prendere per la gola l’ipocondriaca!

Dopo un tentativo mal riuscito di utilizzare la pasta degli involtini primavera come sede principale della mia beneamata ricotta, ho optato per la ricetta classica (ma ormai ho capito il segreto degli involtini primavera e cercherò di farmeli a breve…per la gioia di ToteGgiò!). Ravioli e ricotta.
Però sabato era mia intenzione prepararmi un bello spaghetto cacio e pepe; ovviamente Cristina Febbricina non ne ha voluto sapere: minestra all’acqua e formaggino per tutti e due. E non sto scherzando.
Così oggi ho deciso di farmi un raviolo cacio e pepe. E visto che ci stavo e che da quando (venerdì mattina) avevo letto che in oriente usano la vaniglia per piatti salati ero curioso di sperimentare ricette, ci ho aggiunto anche la vaniglia…il risultato è da non credere.
Scusate il prolisso inizio, ma (ahimé e ahité amico Cristian e consorte) il verdicchio dei castelli di Jesi è finito poco fa.

Spiegazione del piatto:
Non potevo saltare in padella i ravioli…oh, ovviamente me li son fatti io…dicevo, non potevo saltare in padella i ravioli con cacio e pepe, si sarebbero rotti, così ho deciso di mettere il cacio e il pepe nel raviolo. Il raviolo è quindi diventato “al contrario”. Ho aggiunto al ripieno la ricotta di pecora, un pesto leggerissimo di rucola e un tuorlo d’uovo.
Poi, visto che la besciamella oggi non sembrava gradita, ho realizzato un intingolo semplicissimo di burro e vaniglia su cui ho cosparso pepe bianco in minima quantità.
Infine ho sognato di poggiare sottili scaglie di tartufo sui ravioli: visto che il tartufo non lo avevo.
Il piatto era un portento e Cri se lo è mangiato in un attimo. Altro che minestrine!
Ma veniamo alla ricetta… (per 2 persone: io e Cri!)

Ingredienti:

– Per il ripieno –
2 etti di ottima ricotta di pecora, 30 grammi di pecorino romano e 30 grammi di grana padano, un pesto con una quindicina di foglie di rucola, pepe nero (per il ripieno) e bianco (per l’intingolo/sughetto) quanto basta (io vi consiglio: provate il ripieno e appena sentite il pepe emergere leggerissimamente fermatevi), un pizzico di zenzero in polvere.

– Per la pasta fresca –
Al solito, un etto di farina, un uovo del contadino, i semi di vaniglia di mezzo baccello o anche un po’ meno a seconda dei gusti. Una precisazione: oggi ho usato diverse farine e la pasta mi è venuta molto bene. Ho messo manitoba al 40%, semola al 40% e farina di riso al 20%…sperimento!

– Per il “sugo” –
Burro, ciò che è rimasto della bacca di vaniglia, olio extravergine (io ho usato un monocultivar marchigiano robusto, “la raggia”)

Preparazione:

Per la pasta. Lavorate l’impasto fino a renderlo elastico. Se volete mettete del sale. Io non l’ho messo, tanto il ripieno è molto saporito. Una volta ottenuta la consistenza voluta, avvolgete la pasta col celofan e mettete in frigo per un’ora.
Per il ripieno. Lavorate la ricotta e versatevi dentro il pecorino romano, il grana e il pepe nero. Quindi mettere il pesto di rucola. Provate e aggiustate di sale. Aggiungete il rosso d’uovo e amalgamate.

Stendete la pasta e appoggiatevi sopra l’impasto a piccoli mucchietti; gli intervalli devono essere regolari (insomma, fate i vostri ravioli). Aiutandovi con un apposito attrezzo tagliate i ravioli e cospargeteli di farina in modo che non aderiscano alla superficie cui sono appoggiati (io ho usato l’ottima farina di riso).
Fate sciogliere il burro. Basta scaldare la padella, non serve la fiamma diretta! Immergeteci la vaniglia. Anzi, la vaniglia sprigiona i suoi profumi migliori intorno ai 40/50 gradi, oltre i 60 perde molti dei suoi aromi, quindi fate attenzione a tenere la temperatura bassa.
Cuocete i ravioli, scolateli e buttateli nella pentola con il burro e la vaniglia. Rigirateli nella padella per qualche attimo e impiattate. Spolverate del pecorino romano e del pepe bianco sopra (poco pepe, mi raccomando, sono delicatissimi!). Aggiungete olio extravergine robusto e pizzocoso. Metà della stecca di vaniglia in bella mostra e spolverate con un ottimo tartufo nero (io non lo avevo, ma ci sarebbe stato divinamente). Buon appetito!

Il piatto richiede un vino elegante e potente. Io ci ho bevuto (Cristian e Ale non me ne vogliano) un super verdicchio dei castelli romani….ops di Jesi! 🙂 ci stava perfetto!

Marco

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5 Risposte to “Ravioli al contrario con vaniglia e tartufo nero”

  1. Georgette_B 16 aprile 2012 a 9:06 am #

    Superpiatti per questo supercuoco!!!
    ( …che ha anche una superaiutante!)

    • marcoinpadella 16 aprile 2012 a 3:55 pm #

      Cara Giorgia (come direbbe Susanna Agnelli nella sua rubrica), ti ringrazio per il “super” e ti ringrazio anche per l’elogio del mozzo di cucina!
      Sai che ti dico: appena vorrai ti ripagherò con bel vasetto di marmellata!

  2. Vivi 16 aprile 2012 a 10:05 am #

    hmmmmmmmmmmmmm..anchio sono ipocondriaca e assolutamente golosa!! ospiti anche me? ;)) l’ultima volta che ho provato a fare i ravioli (con ripieno di banalissima ricotta e prezzemolo) abitavo in un monolocale-soffitta e nn possedevo nemmeno un matarelllo… di conseguenza, bottiglia di vino infarinata e come superficie di lavoro una scrivania… sono venuti altissimi …e giusto UN PO’ al dente … qualche suggerimento per spianare bene la pasta? 🙂 saluti culinari!!

    • marcoinpadella 16 aprile 2012 a 11:12 am #

      Se porti una bottiglia di vino (buono) hai casa aperta!
      Per i consigli sulla pasta, premetto che non penso di essere in grado di darteli! Sono un “praticone” del cibo e non ho una vera e propria preparazione a riguardo…però mi ci impegno e spesso ci acchiappo!
      Per stendere la pasta io uso il buon vecchio metodo di mia nonna (la cheffa): la macchinetta! Col mattarello non ci so fare…però me lo voglio comprare (mi serve per la pasta sfoglia!).
      Saluti culinari anche a te!

      Marco

  3. Georgette_B 17 aprile 2012 a 6:21 am #

    Olèèèèèè, adoro la marmellata!!!!!!

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